Chiese e Musei e luoghi di interesse a Livorno
1. La casa natale di Amedeo Modigliani
- Dal 2004, una casa ricostruita con arredamento dell’epoca ospita una notevole collezione di documenti e opere legate alla vita di Modigliani, tra cui fotografie, documenti autografi e alcune delle sue opere originali.
- La mostra è curata dalla famiglia Guastalla e offre un percorso che racconta la vita e l’arte di Modigliani, un importante artista livornese delle avanguardie artistiche del primo Novecento.
- Nella casa si tengono conferenze, eventi musicali, proiezioni e altro ancora, con l’obiettivo di promuovere lo studio su Amedeo Modigliani e gli artisti con cui ha avuto stretti rapporti, contribuendo così alla diffusione della conoscenza sulla sua opera. Il limite massimo di visitatori consentiti all’interno della casa è di 25 persone alla volta.
2. Il Duomo di Livorno
- Il Duomo di Livorno, noto anche come Cattedrale di San Francesco, è il principale luogo di culto della città situato in Piazza Grande, nel centro storico. Costruito tra il 1594 e il 1606 da Alessandro Pieroni, fu successivamente ampliato nel XVIII secolo.
- L’edificio, danneggiato durante i bombardamenti del 1943, è stato ricostruito seguendo le linee architettoniche originali nel dopoguerra. La facciata è semplice, con un portico su colonne doriche e un campanile quadrangolare in mattoni sul retro.
- All’interno del Duomo, ci sono due cappelle laterali: una dedicata al Santissimo Sacramento, con affreschi di Giuseppe Maria Terreni, e l’altra alla Concezione di Maria, decorata da Luigi Ademollo. La chiesa ospita anche monumenti funebri importanti, tra cui quello di Marco Alessandro del Borro e Carlo Ginori, entrambi influenti nella storia di Livorno.

*il duomo di livorno
3. Il Santuario di Montenero
- Il Santuario della Madonna delle Grazie, noto come Santuario di Montenero, è situato sul colle di Monte Nero a Livorno, offrendo una vista panoramica sul mare e sul porto. Le sue origini risalgono al 1345, quando si dice che un pastore storpio trovò un’immagine miracolosa della Vergine Maria e la portò su questo colle.
- L’immagine miracolosa attirò numerosi pellegrini, e nel 1380 furono avviati lavori per ampliare la cappella e fornire un rifugio ai visitatori. Nel corso dei secoli, il santuario fu affidato a diverse congregazioni religiose, tra cui i Gesuati e i Teatini, che contribuirono all’ampliamento e al servizio nel santuario.
- Il Santuario di Montenero è stato poi affidato ai Monaci benedettini Vallombrosani nel 1792, e la Madonna di Montenero è ancora oggi oggetto di devozione e pellegrinaggi. Il santuario è particolarmente importante per la storia religiosa della Toscana e della città di Livorno, ed è associato a numerosi miracoli attribuiti alla Madonna delle Grazie.

*santuario di montenero
4. La chiesa di San Ferdinando
- La chiesa, iniziata nel 1707 su progetto di Giovan Battista Foggini e completata da Giovanni del Fantasia nel 1716, è dedicata a San Ferdinando Re in riconoscimento al principe Ferdinando, figlio del Granduca Cosimo III, che ha sostenuto la sua costruzione.
- L’edificio religioso è stato affidato all’opera dei Trinitari, incaricati di raccogliere fondi per la liberazione degli schiavi. All’interno della chiesa, numerosi altari decorano le cappelle, ma il pezzo più prezioso è il gruppo scultoreo “Gli schiavi liberati” di Giovanni Baratta, raffigurante un angelo che libera due schiavi, simboleggiando la missione dei Trinitari.
- La chiesa presenta anche un pavimento marmoreo raffinato, con alcune lapidi sepolcrali, specialmente di cittadini francesi. Dietro l’altare maggiore, si trova il sepolcro del principale finanziatore della chiesa, Francesco Terriesi, insieme al principe Ferdinando, che contribuirono sia ai lavori di costruzione che alle opere d’arte presenti.

*chiesa san ferdinando
5. La chiesa di Santa Caterina
- La chiesa di Santa Caterina è un luogo di culto cattolico situato a Livorno, con una spettacolare cupola alta quasi 50 metri che domina il quartiere storico della Venezia Nuova, costruito nel XVII secolo.
- L’interno della chiesa presenta una pianta ottagonale con cappelle laterali e grandi affreschi ottocenteschi di Cesare Maffei che coprono l’intradosso della volta, nonostante i danni causati dalle infiltrazioni. Questi affreschi, che coprono 1.500 metri quadrati, sono tra i più grandi della Toscana.
- La chiesa ospita anche un notevole dipinto ad olio del Vasari raffigurante l’Incoronazione della Vergine, originariamente esposto a Roma e successivamente donato alla chiesa di Santa Caterina.

*chiesa santa caterina
6. La chiesa di San Jacopo
- L’eremo di San Jacopo, situato sul lungomare di Livorno, ha presunte origini millenarie, anche se la prima menzione ufficiale risale al 1163. Fino al Cinquecento, è stato gestito dai Padri Agostiniani.
- La chiesa ha una facciata neorinascimentale simmetrica con un campanile ottocentesco e un interno semplice a croce latina con opere d’arte, tra cui due tavolette di scuola giottesca trasferite nel Museo diocesano Leonello Barsotti nel 2008.
- Altri elementi artistici notevoli includono sei formelle in bronzo del portale e tre pale d’altare realizzate da Antonio Vinciguerra nel 1985, con le formelle in bronzo collocate definitivamente all’interno della chiesa.

*chiesa san jacopo
7. Il Cisternone del Poggianti
- Il Cisternone, un imponente edificio neoclassico progettato da Pasquale Poccianti, fu inaugurato nel 1842 da Leopoldo II di Lorena. Aveva lo scopo di filtrare l’acqua da sorgenti di Colognole e garantire l’approvvigionamento idrico di Livorno in caso di guasti all’acquedotto. Ha una capienza di 11.000 metri cubi.
- La struttura è composta da due parti principali: l’avancorpo con la facciata tuscanica e la cisterna vera e propria, spogliata di decorazioni estetiche.
- L’interno della cisterna è diviso in 5 navate di larghezza e 7 di lunghezza con pilastri tuscanici che sorreggono le volte a vela della copertura. Originariamente, l’acqua veniva filtrata nella parte posteriore, ma con l’uso del cloro, la vasca è stata utilizzata solo come serbatoio, con una capacità di 10.000 metri cubi.

*cisternone poggianti
8. Museo Civico Giovanni Fattori
- Il Museo di Villa Mimbelli ospita una vasta collezione di dipinti di artisti come Giovanni Fattori e altri legati al movimento dei macchiaioli e postmacchiaioli. Include anche opere di diverse epoche, tra cui una Crocefissione di Neri di Bicci del XV secolo.
- Le origini del museo risalgono al 1877 quando l’amministrazione comunale istituì una pinacoteca con opere di vari artisti. Successivamente, la collezione si è ampliata con opere di artisti come Raffaello Gambogi, Silvestro Lega e altri.
- Nel corso del tempo, il museo ha incluso reperti archeologici, una raccolta numismatica e, dopo la morte di Giovanni Fattori, centinaia di disegni e acqueforti dell’artista. Negli anni ’30 del XX secolo, il museo è stato intitolato a Giovanni Fattori.
9. Museo di storia naturale del Mediterraneo
- Il complesso comprende la Villa Henderson, che funge da sede per gli uffici amministrativi, e una nuova sezione con quattro percorsi espositivi in tre sale: la Sala dell’Uomo, la Sala di Geopaleontologia, la Sala dell’Uomo nel Mediterraneo e la Sala di Anatomia comparata dei Vertebrati. C’è anche un quinto percorso, inaugurato nel 2009, che esplora l’evoluzione delle strategie di organismi vegetali e animali dalla preistoria ai giorni nostri.
- All’interno del complesso si trova anche un planetario e un auditorium modernamente attrezzato con oltre 100 posti a sedere per presentazioni audiovisive. Nel giardino storico, c’è una biblioteca con una vasta collezione di volumi e riviste scientifiche, accessibile al pubblico su appuntamento.
- La Sala degli Invertebrati è dedicata a una varietà di esseri viventi senza colonna vertebrale, sia marini che terrestri. La Sala del mare ospita diorami che ricreano i fondali marini del Mediterraneo e presenta scheletri di cetacei marini, inclusa una balenottera comune rinvenuta a Piombino nel 1990, fornendo una ricca documentazione sulla fauna marina del Mediterraneo, compresi pesci, mammiferi, tartarughe e uccelli.
10. Museo della Città
- Il “Museo della Città” è un complesso museale che comprende l’ex chiesa dell’Assunzione della Vergine e di San Giuseppe e il piano terra dei Bottini dell’olio, collegati da un nuovo edificio. Questa unione ha creato uno spazio espositivo unico a Livorno.
- Il piano terra dei Bottini ospita collezioni cittadine con circa seicento oggetti d’arte, comprese collezioni numismatiche e archeologiche che raccontano la storia di Livorno, dalle epoche etrusca e romana all’epoca medievale e al periodo della sua fondazione nel Cinquecento.
- La sezione di arte contemporanea è situata nella chiesa dell’Assunzione e include opere di artisti come Piero Manzoni, Emilio Vedova, Pino Pascali, Tancredi Parmeggiani e altri, contribuendo a rappresentare la vivace scena artistica contemporanea di Livorno.

*museo della città
11. Museo di Santa Giulia
- Il museo situato nella Chiesetta di Santa Giulia presenta una preziosa collezione di opere d’arte sacra precedentemente custodite nella stessa chiesa.
- Tra i pezzi esposti, spicca un’antica tavola dipinta in stile giottesco che raffigura Santa Giulia in piedi, circondata da otto scene che narrano episodi della sua vita.
- Il museo ospita anche un reliquiario in argento e rame dorato, commissionato da Cosimo III nel 1693, che rappresenta Santa Giulia su una fortezza, simbolo di Livorno, e un paliotto d’argento realizzato nel 1682 dall’orafo Antonio Leonardi. Oltre a ciò, sono presenti oggetti liturgici, paramenti sacri, inginocchiatoi e arredi utilizzati per scopi religiosi.
12. Museo Ebraico “Y.Marini”
- Il Museo espone una documentazione dettagliata sulle persecuzioni nazifasciste verificatesi dopo l’introduzione delle leggi razziali, insieme a una collezione di oggetti d’arte sacra provenienti dalla Sinagoga.
- Uno dei pezzi più significativi è l’Hekhàl, un altare in legno intagliato che sopravvisse ai bombardamenti della Sinagoga; secondo la tradizione, fu portato a Livorno dagli ebrei provenienti dalla Penisola Iberica.
- La collezione comprende anche una serie di oggetti in corallo, con particolare riferimento alla tradizionale lavorazione del corallo, un’attività a cui si dedicavano molti membri della comunità ebraica livornese.
13.Museo Diocesano di Livorno
- Il nucleo originario del museo è situato nella ex-cappella biblioteca del Seminario Girolamo Gavi, nel cuore della città ottocentesca di Livorno, vicino al Cisternone e al Complesso Gherardesca.
- Questo museo custodisce opere d’arte di proprietà della Diocesi di Livorno precedentemente sparse in diverse località, tra cui un ostensorio del 1692 in argento e metallo dorato, preziose vesti liturgiche prodotte tra il XVII e il XIX secolo, una collezione di ex voto e un tabernacolo portatile donato nel XVII secolo dal granduca Ferdinando I de’ Medici per il Duomo cittadino.
- Tra le opere d’arte conservate, ci sono anche due tavole di scuola giottesca, originariamente dalla chiesa di San Jacopo in Acquaviva e precedentemente ospitate presso il Museo nazionale di San Matteo a Pisa.
14. Museo Mascagnano
- Il Museo a Villa Maria ospita una vasta collezione di cimeli, documenti e testimonianze legati alla vita e all’opera del celebre musicista livornese Pietro Mascagni (1863-1945).
- La sua collezione comprende una varietà di elementi, come fotografie, manoscritti autografi, diplomi, lettere e oggetti personali di Mascagni, tra cui spiccano una pagina autografa della celebre opera “Cavalleria Rusticana” e diversi pianoforti.
- Questo museo funge da importante centro di documentazione musicologica, offrendo agli appassionati e agli studiosi una preziosa risorsa per studiare la vita e l’opera di Pietro Mascagni.
