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	<title>Museo Mascagnano &#8211; Livorno City</title>
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	<description>Visitare, mangiare, dormire a Livorno</description>
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		<title>Chiese e Musei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Livorno City]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 12:05:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monumenti e Arte]]></category>
		<category><![CDATA[foto livorno]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiese e Musei e luoghi di interesse a Livorno 1. La casa natale di Amedeo Modigliani Dal 2004, una casa ricostruita con arredamento dell&#8217;epoca ospita una notevole collezione di documenti e opere legate alla vita di Modigliani, tra cui fotografie, documenti autografi e alcune delle sue opere originali. La mostra è curata dalla famiglia Guastalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chiese e Musei e luoghi di interesse a Livorno</p>
<p><strong>1. La casa natale di Amedeo Modigliani</strong></p>
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<li>Dal 2004, una casa ricostruita con arredamento dell&#8217;epoca ospita una notevole collezione di documenti e opere legate alla vita di Modigliani, tra cui fotografie, documenti autografi e alcune delle sue opere originali.</li>
<li>La mostra è curata dalla famiglia Guastalla e offre un percorso che racconta la vita e l&#8217;arte di Modigliani, un importante artista livornese delle avanguardie artistiche del primo Novecento.</li>
<li>Nella casa si tengono conferenze, eventi musicali, proiezioni e altro ancora, con l&#8217;obiettivo di promuovere lo studio su Amedeo Modigliani e gli artisti con cui ha avuto stretti rapporti, contribuendo così alla diffusione della conoscenza sulla sua opera. Il limite massimo di visitatori consentiti all&#8217;interno della casa è di 25 persone alla volta.</li>
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<p><strong>2. Il Duomo di Livorno</strong></p>
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<li>Il Duomo di Livorno, noto anche come Cattedrale di San Francesco, è il principale luogo di culto della città situato in Piazza Grande, nel centro storico. Costruito tra il 1594 e il 1606 da Alessandro Pieroni, fu successivamente ampliato nel XVIII secolo.</li>
<li>L&#8217;edificio, danneggiato durante i bombardamenti del 1943, è stato ricostruito seguendo le linee architettoniche originali nel dopoguerra. La facciata è semplice, con un portico su colonne doriche e un campanile quadrangolare in mattoni sul retro.</li>
<li>All&#8217;interno del Duomo, ci sono due cappelle laterali: una dedicata al Santissimo Sacramento, con affreschi di Giuseppe Maria Terreni, e l&#8217;altra alla Concezione di Maria, decorata da Luigi Ademollo. La chiesa ospita anche monumenti funebri importanti, tra cui quello di Marco Alessandro del Borro e Carlo Ginori, entrambi influenti nella storia di Livorno.
<p><figure id="attachment_1500" aria-describedby="caption-attachment-1500" style="width: 275px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1500 size-full" src="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/duomo-di-livorno.jpg" alt="" width="275" height="183" srcset="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/duomo-di-livorno.jpg 275w, https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/duomo-di-livorno-246x164.jpg 246w, https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/duomo-di-livorno-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /><figcaption id="caption-attachment-1500" class="wp-caption-text">*il duomo di livorno</figcaption></figure></li>
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<p><strong>3. Il Santuario di Montenero</strong></p>
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<li>Il Santuario della Madonna delle Grazie, noto come Santuario di Montenero, è situato sul colle di Monte Nero a Livorno, offrendo una vista panoramica sul mare e sul porto. Le sue origini risalgono al 1345, quando si dice che un pastore storpio trovò un&#8217;immagine miracolosa della Vergine Maria e la portò su questo colle.</li>
<li>L&#8217;immagine miracolosa attirò numerosi pellegrini, e nel 1380 furono avviati lavori per ampliare la cappella e fornire un rifugio ai visitatori. Nel corso dei secoli, il santuario fu affidato a diverse congregazioni religiose, tra cui i Gesuati e i Teatini, che contribuirono all&#8217;ampliamento e al servizio nel santuario.</li>
<li>Il Santuario di Montenero è stato poi affidato ai Monaci benedettini Vallombrosani nel 1792, e la Madonna di Montenero è ancora oggi oggetto di devozione e pellegrinaggi. Il santuario è particolarmente importante per la storia religiosa della Toscana e della città di Livorno, ed è associato a numerosi miracoli attribuiti alla Madonna delle Grazie.
<p><figure id="attachment_1499" aria-describedby="caption-attachment-1499" style="width: 259px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-1499 size-full" src="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/santuario-di-montenero.jpg" alt="" width="259" height="194" /><figcaption id="caption-attachment-1499" class="wp-caption-text">*santuario di montenero</figcaption></figure></li>
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<p><strong>4. La chiesa di San Ferdinando</strong></p>
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<li>La chiesa, iniziata nel 1707 su progetto di Giovan Battista Foggini e completata da Giovanni del Fantasia nel 1716, è dedicata a San Ferdinando Re in riconoscimento al principe Ferdinando, figlio del Granduca Cosimo III, che ha sostenuto la sua costruzione.</li>
<li>L&#8217;edificio religioso è stato affidato all&#8217;opera dei Trinitari, incaricati di raccogliere fondi per la liberazione degli schiavi. All&#8217;interno della chiesa, numerosi altari decorano le cappelle, ma il pezzo più prezioso è il gruppo scultoreo &#8220;Gli schiavi liberati&#8221; di Giovanni Baratta, raffigurante un angelo che libera due schiavi, simboleggiando la missione dei Trinitari.</li>
<li>La chiesa presenta anche un pavimento marmoreo raffinato, con alcune lapidi sepolcrali, specialmente di cittadini francesi. Dietro l&#8217;altare maggiore, si trova il sepolcro del principale finanziatore della chiesa, Francesco Terriesi, insieme al principe Ferdinando, che contribuirono sia ai lavori di costruzione che alle opere d&#8217;arte presenti.
<p><figure id="attachment_1498" aria-describedby="caption-attachment-1498" style="width: 199px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-1498 size-full" src="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/chiesa-di-san-ferdinando.jpg" alt="" width="199" height="253" /><figcaption id="caption-attachment-1498" class="wp-caption-text">*chiesa san ferdinando</figcaption></figure></li>
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<p><strong>5. La chiesa di Santa Caterina</strong></p>
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<li>La chiesa di Santa Caterina è un luogo di culto cattolico situato a Livorno, con una spettacolare cupola alta quasi 50 metri che domina il quartiere storico della Venezia Nuova, costruito nel XVII secolo.</li>
<li>L&#8217;interno della chiesa presenta una pianta ottagonale con cappelle laterali e grandi affreschi ottocenteschi di Cesare Maffei che coprono l&#8217;intradosso della volta, nonostante i danni causati dalle infiltrazioni. Questi affreschi, che coprono 1.500 metri quadrati, sono tra i più grandi della Toscana.</li>
<li>La chiesa ospita anche un notevole dipinto ad olio del Vasari raffigurante l&#8217;Incoronazione della Vergine, originariamente esposto a Roma e successivamente donato alla chiesa di Santa Caterina.
<p><figure id="attachment_1497" aria-describedby="caption-attachment-1497" style="width: 195px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1497 size-full" src="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/chiesa-di-santa-caterina.jpg" alt="" width="195" height="259" /><figcaption id="caption-attachment-1497" class="wp-caption-text">*chiesa santa caterina</figcaption></figure></li>
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<p><strong>6. La chiesa di San Jacopo</strong></p>
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<li>L&#8217;eremo di San Jacopo, situato sul lungomare di Livorno, ha presunte origini millenarie, anche se la prima menzione ufficiale risale al 1163. Fino al Cinquecento, è stato gestito dai Padri Agostiniani.</li>
<li>La chiesa ha una facciata neorinascimentale simmetrica con un campanile ottocentesco e un interno semplice a croce latina con opere d&#8217;arte, tra cui due tavolette di scuola giottesca trasferite nel Museo diocesano Leonello Barsotti nel 2008.</li>
<li>Altri elementi artistici notevoli includono sei formelle in bronzo del portale e tre pale d&#8217;altare realizzate da Antonio Vinciguerra nel 1985, con le formelle in bronzo collocate definitivamente all&#8217;interno della chiesa.
<p><figure id="attachment_1496" aria-describedby="caption-attachment-1496" style="width: 275px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1496 size-full" src="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/chiesa-di-san-jacopo.jpg" alt="" width="275" height="183" srcset="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/chiesa-di-san-jacopo.jpg 275w, https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/chiesa-di-san-jacopo-246x164.jpg 246w, https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/chiesa-di-san-jacopo-120x80.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px" /><figcaption id="caption-attachment-1496" class="wp-caption-text">*chiesa san jacopo</figcaption></figure></li>
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<p><strong>7. Il Cisternone del Poggianti</strong></p>
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<li>Il Cisternone, un imponente edificio neoclassico progettato da Pasquale Poccianti, fu inaugurato nel 1842 da Leopoldo II di Lorena. Aveva lo scopo di filtrare l&#8217;acqua da sorgenti di Colognole e garantire l&#8217;approvvigionamento idrico di Livorno in caso di guasti all&#8217;acquedotto. Ha una capienza di 11.000 metri cubi.</li>
<li>La struttura è composta da due parti principali: l&#8217;avancorpo con la facciata tuscanica e la cisterna vera e propria, spogliata di decorazioni estetiche.</li>
<li>L&#8217;interno della cisterna è diviso in 5 navate di larghezza e 7 di lunghezza con pilastri tuscanici che sorreggono le volte a vela della copertura. Originariamente, l&#8217;acqua veniva filtrata nella parte posteriore, ma con l&#8217;uso del cloro, la vasca è stata utilizzata solo come serbatoio, con una capacità di 10.000 metri cubi.
<p><figure id="attachment_1495" aria-describedby="caption-attachment-1495" style="width: 220px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1495 size-full" src="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/cisternone-del-poggianti.jpg" alt="" width="220" height="151" /><figcaption id="caption-attachment-1495" class="wp-caption-text">*cisternone poggianti</figcaption></figure></li>
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<p><strong>8. Museo Civico Giovanni Fattori</strong></p>
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<li>Il Museo di Villa Mimbelli ospita una vasta collezione di dipinti di artisti come Giovanni Fattori e altri legati al movimento dei macchiaioli e postmacchiaioli. Include anche opere di diverse epoche, tra cui una Crocefissione di Neri di Bicci del XV secolo.</li>
<li>Le origini del museo risalgono al 1877 quando l&#8217;amministrazione comunale istituì una pinacoteca con opere di vari artisti. Successivamente, la collezione si è ampliata con opere di artisti come Raffaello Gambogi, Silvestro Lega e altri.</li>
<li>Nel corso del tempo, il museo ha incluso reperti archeologici, una raccolta numismatica e, dopo la morte di Giovanni Fattori, centinaia di disegni e acqueforti dell&#8217;artista. Negli anni &#8217;30 del XX secolo, il museo è stato intitolato a Giovanni Fattori.</li>
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<p><strong>9. Museo di storia naturale del Mediterraneo</strong></p>
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<li>Il complesso comprende la Villa Henderson, che funge da sede per gli uffici amministrativi, e una nuova sezione con quattro percorsi espositivi in tre sale: la Sala dell&#8217;Uomo, la Sala di Geopaleontologia, la Sala dell&#8217;Uomo nel Mediterraneo e la Sala di Anatomia comparata dei Vertebrati. C&#8217;è anche un quinto percorso, inaugurato nel 2009, che esplora l&#8217;evoluzione delle strategie di organismi vegetali e animali dalla preistoria ai giorni nostri.</li>
<li>All&#8217;interno del complesso si trova anche un planetario e un auditorium modernamente attrezzato con oltre 100 posti a sedere per presentazioni audiovisive. Nel giardino storico, c&#8217;è una biblioteca con una vasta collezione di volumi e riviste scientifiche, accessibile al pubblico su appuntamento.</li>
<li>La Sala degli Invertebrati è dedicata a una varietà di esseri viventi senza colonna vertebrale, sia marini che terrestri. La Sala del mare ospita diorami che ricreano i fondali marini del Mediterraneo e presenta scheletri di cetacei marini, inclusa una balenottera comune rinvenuta a Piombino nel 1990, fornendo una ricca documentazione sulla fauna marina del Mediterraneo, compresi pesci, mammiferi, tartarughe e uccelli.</li>
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<p><strong>10. Museo della Città</strong></p>
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<li>Il &#8220;Museo della Città&#8221; è un complesso museale che comprende l&#8217;ex chiesa dell&#8217;Assunzione della Vergine e di San Giuseppe e il piano terra dei Bottini dell&#8217;olio, collegati da un nuovo edificio. Questa unione ha creato uno spazio espositivo unico a Livorno.</li>
<li>Il piano terra dei Bottini ospita collezioni cittadine con circa seicento oggetti d&#8217;arte, comprese collezioni numismatiche e archeologiche che raccontano la storia di Livorno, dalle epoche etrusca e romana all&#8217;epoca medievale e al periodo della sua fondazione nel Cinquecento.</li>
<li>La sezione di arte contemporanea è situata nella chiesa dell&#8217;Assunzione e include opere di artisti come Piero Manzoni, Emilio Vedova, Pino Pascali, Tancredi Parmeggiani e altri, contribuendo a rappresentare la vivace scena artistica contemporanea di Livorno.
<p><figure id="attachment_1494" aria-describedby="caption-attachment-1494" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1494 size-medium" src="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/museo-della-citta-300x224.jpeg" alt="" width="300" height="224" srcset="https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/museo-della-citta-300x224.jpeg 300w, https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/museo-della-citta-768x573.jpeg 768w, https://livornocity.it/wp-content/uploads/2023/09/museo-della-citta.jpeg 804w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1494" class="wp-caption-text">*museo della città</figcaption></figure></li>
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<p><strong>11. Museo di Santa Giulia</strong></p>
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<li>Il museo situato nella Chiesetta di Santa Giulia presenta una preziosa collezione di opere d&#8217;arte sacra precedentemente custodite nella stessa chiesa.</li>
<li>Tra i pezzi esposti, spicca un&#8217;antica tavola dipinta in stile giottesco che raffigura Santa Giulia in piedi, circondata da otto scene che narrano episodi della sua vita.</li>
<li>Il museo ospita anche un reliquiario in argento e rame dorato, commissionato da Cosimo III nel 1693, che rappresenta Santa Giulia su una fortezza, simbolo di Livorno, e un paliotto d&#8217;argento realizzato nel 1682 dall&#8217;orafo Antonio Leonardi. Oltre a ciò, sono presenti oggetti liturgici, paramenti sacri, inginocchiatoi e arredi utilizzati per scopi religiosi.</li>
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<p><strong>12. Museo Ebraico &#8220;Y.Marini&#8221;</strong></p>
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<li>Il Museo espone una documentazione dettagliata sulle persecuzioni nazifasciste verificatesi dopo l&#8217;introduzione delle leggi razziali, insieme a una collezione di oggetti d&#8217;arte sacra provenienti dalla Sinagoga.</li>
<li>Uno dei pezzi più significativi è l&#8217;Hekhàl, un altare in legno intagliato che sopravvisse ai bombardamenti della Sinagoga; secondo la tradizione, fu portato a Livorno dagli ebrei provenienti dalla Penisola Iberica.</li>
<li>La collezione comprende anche una serie di oggetti in corallo, con particolare riferimento alla tradizionale lavorazione del corallo, un&#8217;attività a cui si dedicavano molti membri della comunità ebraica livornese.</li>
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<p><strong>13.Museo Diocesano di Livorno</strong></p>
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<li>Il nucleo originario del museo è situato nella ex-cappella biblioteca del Seminario Girolamo Gavi, nel cuore della città ottocentesca di Livorno, vicino al Cisternone e al Complesso Gherardesca.</li>
<li>Questo museo custodisce opere d&#8217;arte di proprietà della Diocesi di Livorno precedentemente sparse in diverse località, tra cui un ostensorio del 1692 in argento e metallo dorato, preziose vesti liturgiche prodotte tra il XVII e il XIX secolo, una collezione di ex voto e un tabernacolo portatile donato nel XVII secolo dal granduca Ferdinando I de&#8217; Medici per il Duomo cittadino.</li>
<li>Tra le opere d&#8217;arte conservate, ci sono anche due tavole di scuola giottesca, originariamente dalla chiesa di San Jacopo in Acquaviva e precedentemente ospitate presso il Museo nazionale di San Matteo a Pisa.</li>
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<div><strong>14. Museo Mascagnano</strong></div>
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<li>Il Museo a Villa Maria ospita una vasta collezione di cimeli, documenti e testimonianze legati alla vita e all&#8217;opera del celebre musicista livornese Pietro Mascagni (1863-1945).</li>
<li>La sua collezione comprende una varietà di elementi, come fotografie, manoscritti autografi, diplomi, lettere e oggetti personali di Mascagni, tra cui spiccano una pagina autografa della celebre opera &#8220;Cavalleria Rusticana&#8221; e diversi pianoforti.</li>
<li>Questo museo funge da importante centro di documentazione musicologica, offrendo agli appassionati e agli studiosi una preziosa risorsa per studiare la vita e l&#8217;opera di Pietro Mascagni.</li>
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